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EFFETTI DELL’ALCOL SUL CORPO E SULLE PRESTAZIONI SPORTIVE

La dipendenza da alcol e l’abuso di alcol, o l’uso dannoso, causano morbilità e mortalità sostanziali. I disturbi da consumo di alcol sono associati a episodi depressivi, ansia grave, insonnia, suicidio e abuso di altri farmaci. 

L’uso continuato di alcol pesante accorcia anche l’insorgenza di malattie cardiache, ictus, tumori e cirrosi epatica, influenzando il sistema cardiovascolare, gastrointestinale e immunitario.

Bere eccessivamente può anche causare lievi amnesie anterograde, deficit cognitivi temporanei, problemi di sonno e neuropatia periferica; causare problemi gastrointestinali, ridurre la densità ossea e la produzione di cellule del sangue e causare la sindrome alcolica fetale.

Disturbi del consumo di alcol complicano la valutazione e il trattamento di altri problemi medici e psichiatrici.

I criteri standard per la dipendenza da alcol, il disturbo più grave, possono essere utilizzati per identificare in modo affidabile le persone per le quali il consumo di alcol provoca gravi conseguenze fisiologiche e un deterioramento persistente della qualità della vita e della capacità di funzionare. I medici dovrebbero sottoporre a routine controlli per i disturbi dell’alcool, utilizzando interviste cliniche, questionari, esami del sangue o una combinazione di questi metodi.

Le cause includono fattori ambientali e geni specifici che influenzano il rischio di disturbi del consumo di alcol, inclusi i geni per gli enzimi che metabolizzano l’alcol, come l’alcol deidrogenasi e l’aldeide deidrogenasi, quelli associati alla disinibizione e quelli che conferiscono una bassa sensibilità all’alcol. 

Il trattamento può includere colloqui motivazionali per aiutare le persone a valutare le proprie situazioni, brevi interventi per facilitare comportamenti più sani, disintossicazione per affrontare i sintomi di astinenza, terapie cognitivo-comportamentali per evitare ricadute e uso oculato dei farmaci per ridurre l’appetito o scoraggiare le ricadute.

Il consumo di grandi quantità di bevande alcoliche porta a disturbi nell’assorbimento intestinale di nutrienti tra cui diverse vitamine. L’inibizione dell’assorbimento di sodio e acqua causata dall’alcol contribuisce alla tendenza degli alcolisti a sviluppare diarrea. Un consumo eccessivo di alcol (anche un singolo episodio) può provocare erosioni duodenali, sanguinamento e lesioni della mucosa nel digiuno superiore. Una maggiore prevalenza di crescita eccessiva batterica nell’intestino tenue può contribuire ad anomalie funzionali e / o morfologiche di questa parte dell’intestino e anche a disturbi addominali non specifici negli alcolisti. Il danno alla mucosa causato dall’alcol aumenta la permeabilità dell’intestino alle macromolecole. Ciò facilita la traslocazione di endotossina e altre tossine batteriche dal lume intestinale al sangue portale, aumentando così l’esposizione del fegato a queste tossine e, di conseguenza, il rischio di lesioni al fegato. I risultati di recenti studi sperimentali supportano l’ipotesi che l’alcol modifichi in modo significativo il sistema immunitario della mucosa intestinale.

Assunzione di alcol e prestazione sportiva:

L’assunzione di alcol ha mostrato un negativo impatto sulla performance sportiva. 

Un consumo di qualsiasi quantità di alcol nelle 24 ore precedenti all’attività riduce la performance aerobica dell’11.4%. Inoltre, l’uso settimanale di bevande alcoliche duplica la probabilità di infortuni registrati dagli sportivi appartenenti a qualsiasi disciplina.

L’ingestione di alcol compromette quindi le prestazioni fisiche in diversi modi: diminuisce l’uso di glucosio e aminoacidi da parte dei muscoli scheletrici, altera il bilancio energetico e compromette il metabolismo durante l’attività fisica.

Caratteristiche:

  • L’ingestione acuta di sostanze alcoliche ha effetti deleteri in diverse abilità psicomotorie;
  • Il consumo di alcolici non influisce nelle funzioni psicologiche cruciali sulla performance fisica;
  • L’uso di alcol non aumenta la capacità di lavoro muscolare (psicomotorie), anzi diminuisce i livelli di performance;
  • L’alcol può intaccare la naturale regolazione della temperatura corporea durante esercizi prolungati svolti in ambienti freddi.

I  postumi di una sbornia hanno significativi effetti negativi sulla performance. L’ubriacatura è causata dalla tossicità dell’alcol e dalla disidratazione; solitamente è caratterizzata da depressione, mal di testa e ipersensibilità agli stimoli esterni. 

Riduce inoltre l’acuità mentale e danneggia il sistema motorio causando il peggioramento delle abilità psicomotorie, tra cui i tempi di reazione, della coordinazione occhio-mano, della precisione dei movimenti e della coordinazione in generale. Diminuisce l’equilibrio e il controllo posturale.

Come risultato, l’atleta può non sentirsi in grado di partecipare alla competizione.

Per concludere è consigliabile che chi pratica sport ad altri livelli agonistici, diminuisca il consumo di sostanze alcoliche e lo elimini durante il periodo di campionati.

Effetti sulle prestazioni: uno studio sui ciclisti

Dopo aver sinteticamente elencato alcuni meccanismi d’impatto dell’etanolo sulla fisiologia umana, possiamo affermare come elevate concentrazioni di alcool nel sangue, al momento dell’esercizio, possano deteriorare le prestazioni di endurance. Ci sono relativamente pochi studi in materia, ma i riscontri sono chiari.  Dal punto di vista aerobico, è evidente l’esistenza di una soglia dopo cui la concentrazione di alcool diventi deleteria per le prestazioni. Cofan et al (Alcohol Alcohol. 1995) descrivono una “soglia di intossicazione” da alcool pari a 20mmol/L sia per gli animali che per gli umani; se il soggetto ingerisce quantitativi superiori, il decremento nelle prestazioni diventa significativo.

In questa ricerca di Lecoultre del 2009, si sono valutate le prestazioni (potenza media) di tredici ciclisti ben allenati. Un test sui 60 minuti (a cronometro) è stato eseguito in ambiente controllato dopo aver bevuto una bevanda alcolica (EtOH = 30 ± 1,8 ml) o una soluzione di controllo non EtOH (C); la potenza dei ciclisti era significativamente più bassa in condizioni di EtOH (233 ± 23 W) rispetto ai ciclisti sobri  C (243 ± 24 W) (P <0,01), con una differenza del 3,9% in termini di prestazioni (vedasi figura sotto: barre vuote per i ciclisti “sobri”, barre nere per i ciclisti EtOH)

Nella ricerca, la frequenza cardiaca (HR) è aumentata significativamente nel corso del tempo a partire da 158 bpm medi (fine del primo periodo di 10 minuti) e ha raggiunto i 171 bpm (ultimo periodo). Nessuna differenza significativa è stata trovata nelle due condizioni, tra i gruppi di ciclisti. Se rapportato alla potenza, il rapporto tra la media watt ed FC era significativamente più alto nel gruppo EtOH (P <0,05). La percezione media dello sforzo non è stata differente tra C e EtOH.

I riscontri di questa ricerca suggeriscono che l’alcool peggiori le prestazioni ciclistiche per via di una alterazione concomitante di meccanismi fisiologici e psico-biologici. In pratica, e come affermato in precedenza (American College of Sports Medicine, 1982), gli atleti dovrebbero evitare di bere alcool, anche a basse dosi, prima di allenamenti e competizioni.

In aggiunta, una buona parte della letteratura è stata in grado di stabilire una significativa relazione di causa-effetto tra alcool e prestazione anaerobica, con esiti dannosi e deleteri tra il dosaggio di alcool e le prestazioni nello sprint.

Effetti sul recupero

Negli studi che indagano la correlazione tra alcool e recupero dell’atleta, di converso, non è stata individuata una “soglia” critica oltre la quale il recupero muscolare è compromesso. L’analisi di creatina chinasi ed altri marker del danno muscolare hanno proposto esiti ambigui negli esseri umani, riguardo le conseguenze muscolari e metaboliche dell’ingestione acuta di alcol durante il recupero da uno sforzo. L’ingestione di alcool immediatamente dopo una pedalata ha un impatto modesto nel processo di recupero: l’effetto diretto sulla re-sintesi del glicogeno non è chiaro, e l’effetto principale dell’assunzione di alcool è indiretto, ossia allontana l’atleta dalle consuetudini nutrizionali che si ritengono ottimali per accelerare il recupero (Burke et al, J Appl Physiol, 1985). Quest’azione dipende dal fatto che l’alcool sostituisca parzialmente la dose di carboidrati al alto IG in pasti seguenti la prestazione, mentre a lungo termine non vi è un impatto negativo nell’ingestione dell’alcool sulle riserve di glicogeno muscolare.

Per quanto riguarda le capacità muscolari degli atleti, con focus sugli sport di forza, l’ingestione acuta di alcool diminuisce la sintesi delle proteine muscolari a seconda delle tempistiche e delle quantità ingerite, in assenza di uno stimolo sportivo, favorendo l’atrofia del muscolo scheletrico e danneggiando principalmente la sintesi proteica. Il consumo di moderate quantità di alcool aumenta la perdita di forza associata all’esercizio eccentrico, anche se sono necessarie ulteriori ricerche per accertare il rapporto tra assunzione di alcool e recupero muscolare, chiarendo i meccanismi fisiologici che regolano questa risposta.

Sulla base delle evidenze sperimentali disponibili e dei dati sulle cavie, gli atleti dovrebbero esser cauti nell’ingerire alcool dopo l’attività fisica intensa, concentrandosi invece su efficaci strategie alimentari atte a migliorare il recupero (vedasi qui per articolo specifico). 

Dopo un allenamento impegnativo o durante periodi di stress intenso da allenamenti, l’alcool può contribuire alla disidratazione e compromettere la capacità del corpo di recuperare /adattarsi a questi tipi di allenamenti, soprattutto se non si sta bevendo molta acqua e reintegrando adeguatamente le proteine.

In conclusione:

se siete tra gli atleti che si godono una birra post-gara, o un bicchiere di vino a cena, non dovete temere le conseguenze dell’alcool, ma accertatevi di essere completamente reidratati dal training svolto, altrimenti starete rallentando il recupero e vanificando in qualche misura gli sforzi fatti. Terminato lo sforzo dovrete già aver elaborato una strategia corretta per reintegrare il glicogeno utilizzato (e i tessuti muscolari danneggiati), a prescindere dall’assunzione di un alcolico leggero.

Referenze :

-Department of Psychiatry, University of California, San Diego, CA, USA

-Division of Physiology of Nutrition, Department of Biological Chemistry and Nutrition, Hohenheim University, Garbenstr. 28, D-70599, Stuttgart, Germany.

psicologidellosport.it

Staff CISSPAT

Dott. Bargnani Alessandro

Dott.ssa Franco Giada

scienceofcycling.it

Simone Casonato

Author: Riccardo Di Paola CEO/ FOUNDER eFitness Studio

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